Classic Voice - cover feature

Il nuovo volto sopranile del Met arriva alla Scala. Mimì, diversi progetti, e soprattutto il “Pirata” di Bellini. Ma Sonya Yoncheva non ha paura di confrontarsi in pochi mesi coi fantasmi della Freni e della Callas. Per il soprano Sonya Yoncheva la consacrazione definitiva è arrivata al Metropolitan di New York. Che nel più puro spirito marines, prima l’ha sottoposta a una serie di test di coraggio: chiamate all’ultimo secondo, debutti rischiosissimi. Con calma olimpica, lei ha superato ogni ostacolo e oggi è la beniamina del teatro newyorchese, e a cascata dei teatri stellati. Nel frattempo è arrivato un contratto dalla Sony, ingaggi interessanti, nuove produzioni. Ma mancava un tassello - lei dice - per sentirsi definitivamente in vetta: il teatro alla Scala. Lo raggiunge ora, sarà Mimì nella Bohème vintage di Franco Zeffirelli. È la stretta di mano che avvia una collaborazione duratura.

E infatti la Yoncheva è attesa a Milano, non solo per un recital il prossimo dicembre, ma soprattutto per la nuova produzione de Il Pirata di Bellini. Titolo “callasiano”, quintessenza del belcanto italiano, regia di uno sperimentatore come Christoph Loy: tutti ingredienti ad alto rischio in un palcoscenico sensibile come quello del Piermarini. Ma la Scala ci crede, se il sovrintendente Alexander Pereira ha inserito questo soprano nel portfolio degli artisti di qualità, ben oltre il 2018.

Non sono una Regina / Intervista con Sonya Yoncheva: Classic Voice - PDF